RESTAURI
CANTIERE OFTALMICO
Sono terminati i lavori di restauro della facciata dell’ospedale Oftalmico che affaccia su strada in Via Filippo Juvarra 19 a Torino.
I lavori hanno riguardato il restauro delle superfici murarie con ricostruzioni di parti dei fregi e degli ornamenti.
L’edificio fu costruito a partire dal 1860 per la cura gratuita dei poveri, fondato dal professor Casimiro Sperino. Nel 1942 ci furono bombardamenti che provocarono vari danni all’Ospedale successivamente ripristinate.
CENNI STORICI
Dal punto di vista architettonico – compositivo, l’Ospedale Oftalmico è da contestualizzare nel gusto marcatamente neorinascimentale diffuso anche nella città di Torino nell’800 e che si imponeva come immagine di architettura nazionale in un paese in fase di unificazione sotto l’unico regno sabaudo.
L’Ospedale Oftalmico nacque dal progetto dell’arch. Angelo Marchini (1804-1870), laureatosi col professor Ferdinando Bonsignore nel 1829 nella Facoltà di Architettura dell’Università di Torino.
L’edificio fu costruito a partire dal 1860 per ospitare l’Ospedale oftalmico che nacque a Torino (1838) dal dispensario oftalmico per la cura gratuita dei poveri, fondato dal professor Casimiro Sperino (1812-1894); ancora oggi l’Ospedale Oftalmico è noto a molti anche con il nome “Ospedale Sperino”.
Come riscontrabile dalla documentazione edilizia conservata presso il Comune di Torino, la prima ipotesi progettuale del 13 marzo 1860 vide subito la sopraelevazione della fabbrica come da disegni del 3 settembre 1860, mentre nel 1908 e nel 1915 vennero realizzati alcuni ampliamenti. La configurazione planimetrica risultante è quella di una “E” con corpo principale parallelo a via Juvarra, una manica trasversale laterale su via Passalacqua, una manica traversale laterale più lunga su via Manzoni e una manica trasversale centrale più corta occupata dalla cappella.
Nelle notti del 20 e del 28 novembre del 1942 i bombardamenti degli aerei della RAF, con bombe di grosso e grossissimo calibro, provocarono vari danni all’Ospedale: crollo parziale della copertura del tetto, crollo di muricci, gravi lesioni ai muri perimetrali, schiantamento degli infissi; il terzo e il quarto piano subirono i danni più gravi a causa di una bomba incendiaria che ne causò la parziale distruzione.
Varie ristrutturazioni ed adeguamenti interni, architettonici ed impiantistici, si sono succeduti negli anni ’60, ’70 e ‘80.
Le ricerche archivistiche condotte presso la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino hanno rilevato che solo le pratiche dal 1993 sono presenti negli archivi della Soprintendenza; le pratiche precedenti non sono state rinvenute.
Tuttavia, da una ricerca on-line è stata rinvenuta una foto storica da cui emergono importanti elementi circa l’aspetto estetico compositivo più antico posseduto dalle facciate, in particolare quella principale su via Juvarra.
Da tale foto storica emerge chiaramente che le facciate hanno subito modifiche e depauperazioni nei loro elementi decorativi ed architettonici, lasciando le superfici più spoglie così come visibili ormai da anni fino ad oggi.
villa govean
Il progetto ha riguardato la ristrutturazione e il restauro conservativo di Villa Govean, accompagnati dalla demolizione dell’edificio scolastico annesso – entrambi parte del complesso storico noto come Collegio Marino – e dalla realizzazione di un nuovo fabbricato a servizio della villa. Parallelamente, è stata avviata la riqualificazione del Parco Bellagarda, con l’obiettivo di dar vita a un nuovo polo urbano centrale.
LAVORI INIZIATI
LAVORI CONCLUSI
PRIMA


DOPO


APPROFONDIMENTI
L’intervento ha messo in sicurezza e rifunzionalizzato della parte storica della Villa, l’inserimento di un corpo scale vetrato e l’interconnessione con altri lotti funzionali (l’ala nuova, la Cascina Govean e il parco), in un insieme coordinato e sinergico. Tutto ciò è stato sviluppato secondo processi innovativi e sostenibili, in linea con l’Agenda 2030 e nel rispetto dei criteri di efficienza energetica, con edifici a consumo quasi nullo (NZEB).
La valorizzazione di Villa Govean, inserita nel contesto del Parco Bellagarda di Alpignano, mira a creare una rete di spazi dedicati all’integrazione e alla contaminazione culturale e sociale, con particolare attenzione alle tematiche giovanili e ambientali. L’intervento intende esaltare il patrimonio architettonico e rafforzare le realtà socio-culturali già presenti nell’area.
Il nuovo polo comprenderà una sala polivalente – destinata a presentazioni culturali, mostre, convegni e attività multimediali – uno spazio di co-working, aule studio e sale per laboratori didattici, che potranno beneficiare della vicinanza con il Parco Bellagarda e il bosco del Ghiaro. È inoltre previsto un servizio di residenza per studenti economicamente fragili, favorendo inclusione e pari opportunità.
In un contesto urbano frammentato, l’intervento si propone come moltiplicatore di opportunità per la rigenerazione del tessuto sociale ed economico locale, promuovendo lo scambio culturale intergenerazionale e la valorizzazione delle attività, del giardino e dei percorsi ciclopedonali naturalistici già esistenti.
Infine, il progetto è conforme al principio DNSH (Do No Significant Harm), ai sensi dell’art. 17 del Regolamento UE 241/2021 del Recovery and Resilience Facility.












